Premio Chiarini – messaggio di Kassem Aina

Carissimo fratello e compagno Stefano Chiarini,

Che iddio ti dia la felicità di buon giorno e buona sera,

I compagni mantengono la promessa, continuano a venire in libano per celebrare il ricordo del massacro di Sabra e Chatila: i figli dei campi, le organizzazione palestinese, i partiti patriottici libanesi, i mas media dai giornali ai canali televisivi…aspettano questo appuntamento.

È una dolorosa occasione per le vittime del massacro, ma grazie al tuo sforzo e alla tua determinazione, questa dolorosa ricorrenza si è trasformata in uno atto di solidarietà con il popolo della Palestina e la resistenza libanese. I famigliari delle vittime del massacro, i figli e nipoti dei martiri, che non dimenticano quel tuo bel sorriso, oggi sono riuniti nella sede di “ Bait Atfal Al Sumud” a Chatila per ricordare l’anniversario della tua assenza. Ricordano in te i valori della fedeltà, e della lotta, come ricordo anche io insieme a loro, il tuo ruolo di avanguardia, a fare rivivere una ricorrenza dimenticata per tanti lunghi anni, ma grazie alle tue posizione e alle tue convinzione della giustezza della questione dei martiri del massacro, come lo è per il problema palestinese, sei riuscito con successo a rimettere questa ricorrenza nell’anima dell’umanità. Hai acceso una nuova candela per illuminare la strada ai persi che non vogliono riconoscere i diritti.

I tuoi amici e compagni, che sono riuniti oggi a Roma nell’anniversario della tua assenza, rinnovano, a te e a tutti i combattenti, il giuramento di continuare sulla stessa strada di lotta da te tracciata. Tu sei presente sempre, dove non esistono assenze, alle iniziative e alle attività colturali che sostengono i diritti del popolo palestinese e il diritto alla resistenza, i diritti dei sfruttati e degi oppressi di lottare contro: le forze dello sfruttamento, dell’assolutismi, dell’occupazione e contro la brutale egemonia del capitalismo.

Compagno Stefano,

scusa per il mio ritardo a scriverti…noi, amico mio, abbiamo bisogno di te e di chi è come te, il Manifesto ti chiama: torni al tuo ufficio, per scrivere sullo sfruttamento dell’imperialismo nei confronti dei poveri, torni al tuo giornale e scrivi sulle oppressione, le discriminazione razziale e i massacri in atto del sionismo, delle forze e degli stati coloniali … torni fra noi per denunciare la costruzione del muro dell’apartheid in cisgiordania, e il muro tra Gaza e l’Egitto.

È gia passato un anno al massacro compiuto da Israele contro i figli della striscia di Gaza. è un nuovo massacro contro il popolo palestinese, è la storia di Israele è piena di massacri, da Der Yassin a Sabra e Chatila, Jenin a Qana, e per ultimo Gaza un massacro contro l’umanità.

La striscia di Gaza è assediata, ma gli abitanti resistono alle sofferenze e alla fama, vivono allo scoperto, senza case senza palazzi, circondati dalle rovine e dalla distruzione, assediati da embargo e sanzione imposti contro i figli, resistenti e pazienti, di Gaza.

I palestinesi di Gaza hanno realizzato una nuova vittoria, rappresentata, dalla solidarietà e dalla integrazione fra i suoi abitanti, bambini, giovani, donne, uomini, sani e malati, medici e infermieri, soccorritori, e combattenti da tutte le organizzazione. Una vittoria realizzata grazie ai propri figli, e la loro fermezza e pazienza, grazie alla loro determinazione nel loro diritto a difendere la patria e la loro giusta causa. La vittoria di Gaza è una vittoria di tutti i liberi nel mondo, come ha vinto la resistenza in libano nel 2006, ha vinto Gaza in Palestina nel 2009. ed eccoli, caro Stefano, i tuoi compagni e tuoi amici, che si aggiungono alle carovane dei liberi nel mondo, per dare aiuto e sostegno a Gaza e rompere l’assedio.
I figli dei campi profughi in libano hanno un estremo bisogno delle tue visite. I famigliari delle vittime, si appellano a te, a dire ai tuoi amici e compagni di proseguire la lotta per i martiri caduti. I bambini dell’Iraq ed il suo popolo hanno bisogno di persone come te, perché l’Iraq è ancora sotto occupazione, la nostra gente di Gaza, quelli che hanno vinto contro la machina di guerra sionista, contro i neofascisti, sono determinati a continuare la fermezza e la resistenza, come i loro fratelli della cisgiordania. Il popolo di Palestina guarda, con fiducia e pazienza, al giorno della libertà e del indipendenza per costruire il suo stato democratico, capace ad accogliere il ritorno dei profughi dalla diaspora alla patria. Il diritto al ritorno è un obbiettivo che deve essere realizzato, è un diritto che non si può cedere, ed è l’unica alternativa a questo diritto è la Palestina libera indipendente e sovrana con Gerusalemme capitale.

Si, caro fratello,
Sogniamo, è nostro diritto di vivere nella nostra patria in pace e giustizia, libertà e democrazia. Ti giuro di proseguire, insieme a tutti i compagni, amici e tutti i liberi nel mondo, la dura lotta fino alla realizzazione di cioè che tu credevi per i diritti di tutti i popoli del mondo. Per un mondo migliore pieno di libertà, pace, democrazia, uguaglianza e giustizia… un mondo senza oppressione, sfruttamento, dittature, occupazione e colonialismi.

Io e tutti quelli che ti vogliono bene, i tuoi amici palestinesi, libanesi e i liberi nel mondo, ti aspettiamo il prossimo settembre.

Con tutta la benevolenza e la stima e il rispetto a te alla tua eterna memoria, rimarrai un lume che illuminerà la nostra strada per assumere le giuste posizione patriottiche e politiche.

Un caloroso saluto, con tutta la mia stima, agli amici sinceri riuniti oggi a Roma in memoria di Stefano.

Il tuo amico
Kassem Aina

Beirut 6 febbraio 2010

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