Premio “Chiarini” – messaggio di Oliviero Diliberto

Care compagne e compagni, sono davvero addolorato di non poter essere con voi oggi. Impegni presi precedentemente mi portano fuori Roma, ma vi assicuro che il mio cuore è lì, in mezzo a voi. Leggo sull’invito che Stefano vi manca.  Manca fortemente anche a me. Con lui abbiamo condiviso momenti indimenticabili.

Permettetemi di rubare pochi minuti alla vostra iniziativa per inviargli una lettera immaginaria. Un modo come altri per sentirlo vicino.

Ciao, Stefano. Sono tre anni che non ci vediamo più, eppure mi sembra ieri che siamo stati insieme in uno dei nostri viaggi in Medio Oriente. Era ieri quando, intorno ad una buona cena; si faceva discussioni interminabili. Si parlava di tutto: dalla politica internazionale alle miserie di casa nostra, dalle aspettative elettorali ai buoni libri. La tua intelligenza e il tuo senso critico emergevano ogni volta. E quando si parlava di politica… Non mi hai mai risparmiato critiche su quella politica italiana che non amavi particolarmente ma alla quale non sei mai sfuggito.

Sai, Stefano, vorrei che fossimo seduti ad un bar di Damasco e io ti potessi raccontare quello che è successo in questi anni. Quella sinistra che tu hai conosciuto, amato e criticato, non c’è più. Vive una crisi profondissima e le ragioni  sono da ricercare proprio in molte di quelle critiche che tu non evitavi di farmi. Avevi ragione, la nostra esperienza nel governo Prodi non poteva funzionare. Lo hai capito prima di molti di noi. Non sei mai stato tenero su queste questioni eppure nel momento del bisogno non ci hai mai fatto mancare la tua militanza. Ricordo con affetto le campagne elettorali che hai svolto al nostro fianco, anche come candidato nelle liste del Pdci.

Caro Stefano vorrei poterti dire che oggi in Medio Oriente tante cose sono cambiate in meglio. Ma non posso. Mentirei. E fra noi questo non è mai accaduto. In quell’area del mondo si continua a morire, l’Iraq e l’Afghanistan sono sempre sotto occupazione e in Palestina non si intravede nessuno spiraglio di pace e giustizia. Il governo Berlusconi, amico mio, è oggi il miglior alleato di Israele e il nostro Paese perde credibilità ogni giorno. E su tutto questo nei giornali si legge poco, anzi pochissimo. Manca la tua penna, la profondità dei tuoi articoli, il coraggio con cui dicevi quello che pensavi a dispetto di tutto e di tutti.

Però, caro Stefano, non tutto è negativo. Hai seminato bene. I tuoi compagni e le tue compagne continuano con ostinazione ad andare ogni anno in Libano. Non fanno mancare la loro voce. E nei campi palestinesi il tuo nome viene sempre ricordato. Un ricordo che è impegno di lotta e di resistenza, proprio come tu vorresti.

Oliviero Diliberto

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