LIBRI: TORNA IL LIBANO STRAZIATO DI ROBERT FISK

(NOTIZIARIO LIBRI) (ANSA) – ROMA, 12 MAR – ROBERT FISK:’IL MARTIRIO DI UNA NAZIONE’ (SAGGIATORE; pp.848; 35 euro) – Torna in edizione aggiornata e con l’aggiunta di alcuni capitoli, un classico dedicato alla travagliata storia moderna del Libano. Scritto da Fisk, corrispondente a lungo dalla capitale libanese per il quotidiano inglese ‘The Independent’, il libro e’ un’accurata e dettagliata ricostruzione del pantano in cui e’ finito il paese da quando nel 1948 l’esodo palestinese ha acceso la miccia di un intricato conflitto politico-religioso che ancora oggi non si placa.
E per il quale Fisk non vede un esito ottimista. ‘In Libano, e in Medio Oriente, il destino agisce cosi’ rapidamente che il giornalista, il cronista di fatti quotidiani, lo storico, il testimone delle atrocita’ umane, si rendono tutti conto – scrive – di non poter scrivere il paragrafo finale, l’analisi definitiva, le ultime parole di questa immensa tragedia’. Per aggiungere subito: ‘ e mentro scrivo queste parole, so che ci sara’ bisogno di un altro paragrafo, un altro capitolo che affoghera’ queste pagine nel sangue’. Per Fisk – che lo ha spiegato recentemente – il prossimo capitolo di sangue sara’ di nuovo la guerra tra Hezbollah e Israele. La prima infatti non ha risolto, per il giornalista, nulla dei problemi che l’avevano generata: l’unico risultato e’ un altro. ‘Cio’ che davvero la guerra ha distrutto, in Libano, e’ stata invece questa sensazione, ancora nuova, che avevano molti libanesi di veder emergere uno stato indipendente…Nasrallah avrebbe in seguito spiegato ai libanesi che se avesse immaginato anche solo ‘l’uno per cento’ di quello che Israele avrebbe inflitto al Libano dopo la cattura dei deu soldati il 12 luglio, non avrebbe mai lanciato una tale operazione. I libanesi l’hanno trovato difficile da credere. Io pure’.
E quella della presenza di Hezbollah – vero e proprio contropotere al governo nazionale, allo stesso modo dell’Olp di Yasser Arafat negli anni ’70 – e’ in buona parte il problema principale della fragile democrazia libanese, cosi’ come quello dell’ingombrante tutela siriana sul paese. Non si contano piu’ gli assassini di uomini politici caduti in questa lotta per sottrarre il paese alla tutela straniera.
Ma il libro di Fisk non e’ solo un reportage di guerra e un’analisi politica, e’ anche un diario personale e un affresco storico di una nazione da decenni sull’orlo del baratro, anzi nel baratro, e che sembra essere rischiarata da quei libanesi che ‘ dopo anni di sofferenze e delusioni, hanno intrapreso la cia – dice Lorenzo Trombetta nella prefazione – la via dell’emancipazione e dell’accettazione passiva di una tutela straniera o dalla sottomissione fatalistica all’autorita’ indiscussa di un capo locale’.

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