Il Libano si ferma per ricordare il genocidio armeno

 da Osservatorioiraq – di Marco di Donato*
Il 24 aprile le strade di Beirut sono tornate a riempirsi. Questa volta non per protestare contro qualcuno, ma bensì per ricordare qualcosa. Oltre 60 mila armeni libanesi si sono riversati nelle vie della capitale per celebrare il 95 anniversario del genocidio del proprio popolo. Un massacro operato a più riprese, fra la fine del 1890 ed i primi anni 20 del ventesimo secolo, nella Turchia ottomana e che contò oltre un milione e mezzo di morti.

In particolare la notte fra il 23 ed il 24 aprile 1915 viene oggi ricordata come la giornata della memoria per tutti gli armeni nel mondo. Fu proprio in quella data infatti che vennero eseguiti i primi arresti ed i primi omicidi dell’elite armena dell’allora Costantinopoli. Intellettuali, uomini d’affari, artisti e perfino esponenti del clero ortodosso furono prelevati nottetempo dalle loro case ed uccisi all’istante.

Ed allora anche Beirut nella giornata del ricordo non poteva non fermarsi, o meglio non poteva non mobilitare la sua anima armena in uno delle ricorrenze più dolorose per l’intera comunità locale.

Le migliaia di armeni scesi in piazza hanno chiesto, come del resto fanno da oltre 90 anni, che il genocidio del 1915 venga riconosciuto come tale sul piano internazionale e che soprattutto la Turchia ammetta le proprie responsabilità in merito. Alcuni cartelli esposti durante la manifestazione recitavano “Corri, Turchia, corri, ma non puoi nascondere” mentre altri recavano scritte come “L’impunità alimenta una cultura priva di etica”.

La manifestazione è partita dopo la messa mattutina di sabato 24 aprile dalla chiesa di Antelias (5 chilometri a nord di Beirut) e dopo circa due ore ha raggiunto lo stadio comunale Bourj Hammoud dove alcuni leader politici armeni hanno tenuto i loro discorsi commemorativi.

Un evento imponente, interamente organizzato e programmato dal Central Committee of the Commemoration of the Armenian Genocide, sigla questa che racchiude in se tutti i partiti politici, le organizzazioni e le associazioni di etnia armena presenti nel Paese dei cedri.

Nei giorni precedenti la manifestazione di piazza nel paese erano stati organizzati anche altri eventi minori aventi come tema sempre la commemorazione del genocidio armeno. A partire dal 23 aprile la Hamazkayin “Lucy Tutunjian” Art Gallery aveva ospitato una rassegna pittorica dal nome “Tribute to Armenian Genocide Martyrs”. La mostra ospitava opere di artisti armeni e libanesi e si presentava come una forma di protesta contro le ingiustizie e le sofferenze subite dalla popolazione armena.

Attualmente in Libano circa il 4 per cento della popolazione è di origine armena: circa 140 mila persone. Si tratta per la maggior parte di rifugiati i quali proprio per scampare alle violenze dei turchi decisero di riparare in Libano e Siria. Rifugiati che oggi in Libano rappresentano la più grande comunità armena  presente in Medio oriente.

* per Osservatorio Iraq

[5 maggio 2010]

(fonte: Daily Star Lebanon, Orient Le Jour, News.am, Maktoob news) 

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