NUOVA SPACCATURA MUSULMANI-CRISTIANI SU PALESTINESI

 (ANSA) – BEIRUT, 16 GIU – Come prima della guerra civile del
1975-90, i deputati musulmani e cristiani del Parlamento
libanese sono aspramente divisi sull’opportunita’ o meno di
concedere i diritti civili di base ai circa 400 mila profughi
palestinesi in Libano, in massima parte musulmani.
   Il dibattito nell’assemblea, formata per meta’ da cristiani e
meta’ da musulmani, ha toccato oggi il culmine quando il leader
druso Walid Jumblat ha avanzato una proposta di legge che
prevede la concessione ai profughi palestinesi del diritto al
trattamento di fine rapporto, ad un’indennita’ di rischio sul
posto di lavoro e alla possibilita’, seppur limitata, di
possedere proprieta’ immobiliari.
   La prospettiva ha provocato il sollevamento dei deputati
cristiani, che temono che una legge del genere possa portare
alla naturalizzazione dei profughi palestinesi, in maggioranza
sunniti e, di conseguenza, alterare l’equilibrio confessionale
che e’ alla base del sistema politico libanese.
   La divisione ha rivelato pero’ la fragilita’ delle alleanze
tra partiti politici musulmani e cristiani nate negli ultimi
cinque anni, e ha riesumato le antiche faide
inter-confessionali.
   ”Questa divisione ricorda la guerra civile”, ha scritto il
quotidiano di sinistra as Safir, mentre an Nahar, di centro
destra, si e’ domandato i motivi della ”improvvisa fretta” di
Jumblat nel voler dare ai palestinesi i diritti civili.
   La guerra civile libanese inizio’ quando le milizie di destra
cristiane presero le armi per combattere la crescente influenza
dell’Olp di Yasser Arafat in Libano, con il sostegno dei partiti
e delle milizie musulmane, compreso il Partito progressista
socialista (Psp) di Jumblat.
   Israele invase poi il Libano nel 1982 e ne sradico’ l’Olp,
mentre la Siria scaccio’ i cristiani nel 1982. Il Paese pero’
ancora nega i diritti civili al profughi palestinesi, che vivono
in 12 squallidi campi con i loro discendenti sin dalla creazione
di Israele nel 1948.
   ”Tutti i partiti di destra sono stupidi… ma non ne ho mai
visto nessuno piu’ stupido della destra libanese”, ha detto
Jumblat, che discende da una famiglia feudale col titolo di
‘Bek’ e che, nel 1977, ha ereditato dal padre la incontestata
leadership del Psp, che durante la guerra civile ha scacciato i
cristiani dal suo feudo nel Monte Libano.
   In un tentativo di disinnescare la tensione, il presidente
del Parlamento Nabih Berri, che e’ sciita, ha trasmesso la
proposta di legge avanzata da Jumblat alla commissione giustizia
della Camera, e ha promesso di portare nuovamente la questione
all’attenzione dell’assemblea entro un mese.
   Per il leader druso Jumblat la decisione di Berri ”e’ solo
il rinvio dell’esplosione di una bomba ad orologeria”. Il
premier Saad Hariri, che e’ sunnita, e’ stato piu’ esplicito:
”Se non diamo ai palestinesi i diritti civili – ha ammonito –
investiremo nel piu’ grande progetto di produzione del
terrorismo”. (ANSA).

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