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Per non dimenticare… Ghassan Kanafani

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Domani saranno quaranta quattro anni, da quando l’8 luglio 1972 veniva barbaramente assassinato a Beirut, insieme alla sua nipotina di 16 anni, per Mano del Mossad, l’intellettuale palestinese Ghassan Kanafani. Leader del fronte Popolare (Fplp), giornalista e scrittore, Kanafani, nato ad Acri il 9 aprile (il giorno del mio compleanno) 1936, ci ha lasciato opere indimenticabili, fra queste Ritorno ad Haifa, un libro che conserva la sua straordinaria attualità anche a distanza di tanti decenni.
Aveva dodici anni quando fu creato lo stato di Israele nel 1948, la Nakba (il disastro), e fu testimone al tragico episodio del massacro degli abitanti del villaggio arabo di Deir Yassin. Da questo momento la sua vita e le sue esperienze rappresenteranno le tappe del popolo palestinese, dalla diaspora alla presa di coscienza della sconfitta dell’esercito arabo all’umiliazione e alla perdita di identità. La sua famiglia si rifugiò dapprima in un villaggio del Libano meridionale nella speranza di ritornare al più presto a casa. Successivamente dopo un periodo in Siria e in Kuwait ritornò stabilmente nel 1960 a Beirut, contribuendo, insieme a George Habbash, alla nascita del Fronte Popolare.
La vera colpa di Kanafani, agli occhi di Israele, non era solo l’essere palestinese e militante marxista, ma soprattutto rappresentare al mondo uno spaccato della società palestinese laica, aperta e amante dei diritti e della libertà. Una colpa imperdonabile, che lo ha condannato.
Da anni mi occupo di Palestina e nello specifico da tempo mi interesso attraverso il Comitato per non dimenticare… Sabra e Chatila (fondato dal mai dimenticato Stefano Chiarini) dei diritti dei rifugiati palestinesi. In tanti mi hanno chiesto consigli sui libri da leggere per comprendere le origini del dramma a cui questo popolo è stato condannato dai silenzi e dalle complicità di tanti Paesi, a tutti ho sempre risposto che Ritorno ad Haifa è una lettura indispensabile.
Per tutte queste ragioni oggi ho voluto ricordare questa grande figura della resistenza palestinese. Ma soprattutto il pensiero a uomini come Ghassan Kanafani va in un momento nel quale in Medio oriente e nel mondo sembra prevalere la barbarie. Una barbarie tutta figlia del colonialismo occidentale, complice e responsabile della nascita degli embrioni di estremismo religioso quali Al Qaida e Isis.
Non dimentichiamo…
Maurizio Musolino

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